Home > Gianni Bonadonna – Biografia

Gianni Bonadonna è nato a Milano nel 1934 e si è laureato all’Università di Milano in Medicina e Chirurgia nel 1959. Dopo un tirocinio al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (1961-1964), ha iniziato a lavorare all’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Nel 1976 venne nominato Direttore della Divisione di Oncologia Medica e, nel 1991, Direttore del Dipartimento della Medicina Oncologica e professore associato della Scuola di Ematologia dell’Università di Milano.

 

Dal dicembre 1999 è socio fondatore e Presidente della “Fondazione Michelangelo, organizzazione non lucrativa di utilità sociale per l’avanzamento dello studio e della cura dei tumori” i cui scopi principali sono di favorire la cooperazione, nazionale e internazionale, per la conduzione di studi clinici e ricerche biologiche correlate che contribuiscano sia alla migliore caratterizzazione dell’ambito nel quale applicare nuove terapie, sia all’interpretazione dei risultati ottenuti per programmare nuove e innovative applicazioni terapeutiche, sia l’educazione permanente dei medici in campo oncologico attraverso corsi, convegni, tavole rotonde e riunioni di lavoro.

 

E’ stato membro di numerose società scientifiche, tra le quali ASCO, ESMO, AACR, cofondatore della Associazione Italiana di Oncologia Medica e mebro dell’ Editorial Boards di numerose riviste scientifiche.

 

Nel 2004 è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Medicina dall’Università di Torino.

 

Dal 1997 è Fellow del Royal College of Physicians di Londra.

 

Le sue ricerche di maggior rilievo comprendono le prime valutazioni cliniche sull’efficacia dell’adriamicina, della bleomicina e dell’epirubicina oltre a vari studi clinici controllati di rilevanza internazionale sulla chemioterapia adiuvante e primaria nel carcinoma mammario e nel trattamento della malattia di Hodgkin. E’ stato il primo ad introdurre in Italia la metodologia degli studi clinici controllati in oncologia medica.

 

Nel 1972 Gianni Bonadonna disegnò una nuova combinazione di farmaci per la malattia di Hodgkin nota come ABVD (adriamicina, bleomicina, vinblastina e dacarbazina), ancora oggi (40 anni dopo) considerata l’associazione “gold standard” per il trattamento convenzionale della malattia di Hodgkin. Per le sue ricerche in questa neoplasia, il Comitato dell’International Symposium on Hodgkin’s Disease di Colonia (Germania) ha istituito la ‘Gianni Bonadonna Hodgkin’s Disease Lecture’ che premia periodicamente altri ricercatori che lavorano in questo campo.

 

Nel 1973, il dottor Bonadonna disegnò e condusse il primo studio clinico per valutare l’efficacia della combinazione CMF (ciclofosfamide, methotrexate e fluorouracile) quale trattamento postoperatorio adiuvante nei carcinomi mammari ad alto rischio di ripresa di malattia. Il CMF si è dimostrato in grado di ridurre significativamente il tasso di mortalità per carcinoma mammario, con risultati favorevoli anche 30 anni dopo l’inizio dello studio.

 

Successivamente, il dottor Bonadonna attivò e condusse altri studi importanti di chemioterapia postoperatoria e pre-operatoria. Le sue ricerche fondamentali nel trattamento del carcinoma mammario hanno rivoluzionato in tutto il mondo l’approccio terapeutico a questo tumore. In riconoscimento del valore delle sue ricerche, l’American Society of Clinical Oncology ha istituito nel 2007 il “Gianni Bonadonna Breast Cancer Award and Lecture” che viene assegnato ogni anno ad un ricercatore che si sia distinto in questo campo e che abbia riconosciute capacità di essere mentore per i giovani oncologi.

 

Ha ricevuto varie onorificenze nazionali ed internazionali, tra le quali il premio “Richard and Hinda Rosenthal Foundation” nel 1982; il premio “David Karnofsky” dell’American Society of Clinical Oncology nel 1989; la “Medal of Honor” dell’American Cancer Society (1991); il premio “Steiner” nel 1992, il premio “Bristol-Myers Squibb”, il premio “General Motors” e l'”Ambrogino d’oro” del Comune di Milano nel 1993; il “Clinical Research Award” della Federation of European Cancer Societies nel 1995; nel 1999 il “Distinguished Service Award for Scientific Achievement” dell’American Society of Clinical Oncology e il “Breast Cancer Award” dell’Istituto Europeo di Oncologia, nel 2003 il ‘1st St. Gallen Golden Cancer Award’ e il ‘II Premio Internacional de Oncología Duque de Badajoz della Fundacion para la Investigación y Formación en Oncología ’ nel 2003.

 

Gianni Bonadonna ha sempre costantemente anteposto l’attenzione e il rispetto per i pazienti. Anche negli ultimi venti anni della sua vita, quando nella metamorfosi da medico a paziente come conseguenza di un grave ictus che lo ha colpito nell’ottobre del 1995, ha combattuto per una medicina umana, per il rispetto del paziente e per la dignità del malato.

 

Ricordava a tutti che la cosa più importante in medicina sono l’aspetto umano e l’empatia con il paziente, che spesso – soprattutto quando si è un giovane medico – si tendono a dimenticare. E si è battuto, con il coraggio indomito di chi non si arrende, per spingere le facoltà universitarie ad inserire un nuovo insegnamento: l’umanizzazione della medicina. E il suo impegno ha influito sulla recente istituzione del Dipartimento di Oncologia presso l’Università degli Studi di Milano.

 

E’ autore di oltre 550 pubblicazioni originali e didattiche nel settore dell’oncologia clinica. E’ coautore del trattato di Medicina Oncologica la cui 8a edizione è stata pubblicata nel giugno 2007.

 

E’ anche autore di 4 libri di divulgazione scientifica e di un libro sulla rivoluzione dei Sepoy in India. E’ presidente di vari comitati che hanno tra i loro obiettivi il miglioramento della relazione medico-paziente e dell’organizzazione burocratica-amministrativa delle strutture sanitarie.

 

E’ autore di un libro di divulgazione intitolato ‘Coraggio, ricominciamo. Tornare alla vita dopo un ictus: un medico racconta’ (2005) e coautore del libro ‘Dall’altra parte’ (2006), dove tre medici gravemente ammalati raccontano la loro storia e propongono di rifare una sanità che curi davvero.

 

Nel 2008 pubblica anche il libro di divulgazione “Medici Umani, Pazienti Guerrieri”; nel 2010 pubblica “Una guerra da vincere – L’avventura di una squadra all’Istituto Nazionale dei Tumori”; nel 2012 il libro “Il tumore non è un nemico imbattibile” e nel 2014 “Appuntamento col Padreterno”.

 

Gianni Bonadonna è deceduto il 7 settembre 2015.