Patritumab deruxtecan nel tumore mammario metastatico che esprime HER3

Uno studio di fase I/II mostra che questo farmaco anticorpo-coniugato ha un profilo di sicurezza gestibile e un’efficacia duratura in pazienti molto pretrattate e in diversi sottogruppi clinici

Un nuovo farmaco anticorpo-coniugato sperimentale mirato a HER3, patritumab deruxtecan, è stato valutato nel carcinoma mammario avanzato che esprime HER3 nello studio U31402-A-J101: i risultati di questo studio di fase I/II, pubblicati sul Journal of Clinical Oncology, mostrano un’attività antitumorale duratura e un profilo di sicurezza gestibile nei diversi sottogruppi clinici di tumore alla mammella.

HER3 è ampiamente espresso nel carcinoma mammario e un’elevata espressione è associata a una prognosi sfavorevole, ma a oggi non è stato ancora approvato nessun trattamento mirato contro HER3, per nessun tipo di tumore. Patritumab deruxtecan (HER3-DXd) è un nuovo farmaco anticorpo-coniugato anti-HER3, il primo di questa classe, che è stato valutato in 182 pazienti con tumore mammario avanzato che esprime HER3 e progressione della malattia durante le precedenti terapie. Gli autori hanno identificato un intervallo di dosaggio di HER3-DXd con un profilo rischio/beneficio favorevole (1,6-8,0 mg/kg per via endovenosa), con eventi avversi comparsi con il trattamento di grado ≥ 3 che sono stati osservati nel 71,4% delle pazienti; il 9,9% delle pazienti hanno interrotto il trattamento a causa degli eventi avversi comparsi con il trattamento. Risposte obiettive sono state osservate nei tumori con un espressione di membrana di HER3 elevata e bassa, con alcune differenze tra i sottotipi clinici: nel carcinoma mammario HR+/HER2- il tasso di risposta obiettiva è stato del 30,1% e la mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata di 7,4 mesi, valori che sono risultati rispettivamente pari al 22,6% e 5,5 mesi nel tumore alla mammella triplo negativo. «Questa è la prima analisi completa di HER3-DXd in pazienti con carcinoma mammario avanzato e dimostra un’attività antitumorale clinicamente significativa in una popolazione di pazienti pesantemente pretrattata e con una gamma di espressioni diverse di HER3, alta o bassa. In questa popolazione con caratteristiche prognostiche sfavorevoli il profilo di sicurezza è risultato gestibile e accettabile. È perciò in corso un’ulteriore valutazione di HER3-DXd come potenziale opzione terapeutica nel carcinoma mammario avanzato», concludono gli autori.

Patritumab deruxtecan nel tumore mammario metastatico che esprime HER3

Uno studio di fase I/II mostra che questo farmaco anticorpo-coniugato ha un profilo di sicurezza gestibile e un’efficacia duratura in pazienti molto pretrattate e in diversi sottogruppi clinici

Un nuovo farmaco anticorpo-coniugato sperimentale mirato a HER3, patritumab deruxtecan, è stato valutato nel carcinoma mammario avanzato che esprime HER3 nello studio U31402-A-J101: i risultati di questo studio di fase I/II, pubblicati sul Journal of Clinical Oncology, mostrano un’attività antitumorale duratura e un profilo di sicurezza gestibile nei diversi sottogruppi clinici di tumore alla mammella.

HER3 è ampiamente espresso nel carcinoma mammario e un’elevata espressione è associata a una prognosi sfavorevole, ma a oggi non è stato ancora approvato nessun trattamento mirato contro HER3, per nessun tipo di tumore. Patritumab deruxtecan (HER3-DXd) è un nuovo farmaco anticorpo-coniugato anti-HER3, il primo di questa classe, che è stato valutato in 182 pazienti con tumore mammario avanzato che esprime HER3 e progressione della malattia durante le precedenti terapie. Gli autori hanno identificato un intervallo di dosaggio di HER3-DXd con un profilo rischio/beneficio favorevole (1,6-8,0 mg/kg per via endovenosa), con eventi avversi comparsi con il trattamento di grado ≥ 3 che sono stati osservati nel 71,4% delle pazienti; il 9,9% delle pazienti hanno interrotto il trattamento a causa degli eventi avversi comparsi con il trattamento. Risposte obiettive sono state osservate nei tumori con un espressione di membrana di HER3 elevata e bassa, con alcune differenze tra i sottotipi clinici: nel carcinoma mammario HR+/HER2- il tasso di risposta obiettiva è stato del 30,1% e la mediana di sopravvivenza libera da progressione di malattia è stata di 7,4 mesi, valori che sono risultati rispettivamente pari al 22,6% e 5,5 mesi nel tumore alla mammella triplo negativo. «Questa è la prima analisi completa di HER3-DXd in pazienti con carcinoma mammario avanzato e dimostra un’attività antitumorale clinicamente significativa in una popolazione di pazienti pesantemente pretrattata e con una gamma di espressioni diverse di HER3, alta o bassa. In questa popolazione con caratteristiche prognostiche sfavorevoli il profilo di sicurezza è risultato gestibile e accettabile. È perciò in corso un’ulteriore valutazione di HER3-DXd come potenziale opzione terapeutica nel carcinoma mammario avanzato», concludono gli autori.